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Associazione

  • Scritto da mauro

Impressioni in Sala Blu

Mercoledì 24 ottobre 2018, si è riunita in sala Blu del Municipio, anche grazie alla nostra sollecitazione, la quarta Commissione Consigliare, quella Urbanistica, sul caso Tiberghien.

Ci sono due note positive ed una non pervenuta.

La prima nota positiva è che abbiamo portato un pensiero innovativo e vitale, quello della Comunità delle persone, delle loro aspettative e delle loro sofferenze, specialmente in periferia, in un contesto dove il linguaggio, le procedure, le consuetudini portano a vedere le cose dall'alto, in una sorta di visione panoramica. Gli esseri umani e il loro singolo spazio vitale si distinguono appena nei plastici e nelle planimetrie, mentre sono i cittadini e la loro qualità della vita ad abitare "dal vivo" quegli spazi.

La seconda nota positiva è la oggettiva identità di vedute con IVRES e AGILE che hanno promosso uno splendido progetto di ricostruzione dell’Identità collettiva (la recente mostra e gli eventi al Cinema Nuovo di San Michele) a partire dal Lavoro che fu, pensando però a quello che sarà. A loro riconosciamo la sagacia e la pazienza di averci teso la mano, e così noi. Insieme abbiamo stabilito che memoria e futuro non sono antagonisti, ma alleati!!

Quello non pervenuto è il messaggio della politica. Abbiamo ottenuto sorrisi e pacche sulle spalle, ma c’è da domandarsi: "Fu vera gloria?"

Prima di riportare ai nostri iscritti e firmatari che cosa ci hanno veramente detto i consiglieri e le consigliere, dovremmo infatti capirlo per intero. Sarebbe necessario distinguere intanto chi è d'accordo con chi e su che cosa, o se certi complimenti tipo: “Vi ringraziamo per il tempo che avete perduto per raccogliere le firme”, sono veramente un apprezzamento o rappresentano invece una cruda presa in giro. Se l’ostentata e pervicace volontà di non nominarci mai come Associazione, di persona o nei comunicati, per poi riempirci di sorrisi, è solo un lapsus freudiano che nasconde un disagio nel vedersi scavalcati nella progettazione Politica (con la maiuscola), o la fredda (e insana) determinazione di ricacciarci nelle nostre vite private al più presto possibile.

Vorremmo comprendere poi se certe profferte di protezione, dopo averci totalmente ignorati/e non debbano ritenersi il bacio della morte e se disturbare tutto il tempo o pistolare con il telefonino sono segno di disattenzione o un chiaro messaggio politico, così come l’assenza, almeno all'inizio, di buona parte della maggioranza. Quanti elementi da comprendere, quante cose da spiegarci in così poco tempo…

Chi ci ha incoraggiato, per dimostrare che faceva sul serio, può chiamarci quando vuole, anche domani.

Abbiamo udito poi alcuni toni ostentati nei confronti degli esseri umani che “bivaccano negli edifici” o “che giocano a cricket nel parcheggio e disturbano la quiete pubblica”.

Sono questi gli ostacoli? Non nascondiamoci dietro a un dito, il problema del Tiberghien, delle macerie a cielo aperto e di una progettualità evanescente è tutto da ricercare tra i protagonisti e le protagoniste “de soca” di questa vicenda, “chialtri” non c’entrano nulla. Coloro che hanno la responsabilità politica, invece, ci aiutino e lo chiediamo con cortesia, a formalizzare una proposta condivisa in sede locale sul destino dell'area. Noi siamo pronti/e...

L’Assessore Segala è stata di parola sulla convocazione, che ha portato in agenda in pochi giorni. Le cubature che propone sono esorbitanti rispetto alle nostre osservazioni, ma almeno capiamo quello che dice, forse perché è un ingegnere o magari perché è ancora nuova dell’ambiente. Per lei otto più otto fa ancora sedici e, fino a prova contraria, su questo siamo d'accordo.

Una cosa però l’abbiamo capita chiaramente: in questa vicenda, amici veri, nella politica non ne abbiamo.


Il primo tempo della partita è terminato, come ci eravamo ripromessi/e abbiamo portato nel più alto consesso politico della città il “canto dei vivi” che onora il percorso di chi ci ha preceduti/e.

Tra poco inizia il secondo, perciò vi consigliamo di non mettervi comodi/e, ma di allacciare subito le cinture...

  • Scritto da Associazione

Consigliere ti scrivo...

In preparazione dell’incontro con la Commissione Urbanistica del Comune di Verona del 24 ottobre abbiamo inviato una lettera a tutti i/le capogruppo del consiglio comunale di Verona. Missiva di cui vi mettiamo in conoscenza.

Egregio Consigliere / Gentile Consigliera

Le scriviamo in quanto Associazione attiva sul Territorio che ha recentemente presentato alcune osservazioni riguardanti l'ex-Tiberghien, relative alla Variante 23 del P.I.

Ci terremmo a renderLa partecipe delle ragioni profonde che ci hanno spinto a raccogliere 1322 firme in due settimane, a sostegno delle nostre proposte, nei condomini, sulle strade, davanti ai supermercati o ai luoghi di culto.

L’articolo 42 della nostra Costituzione riconosce in pieno il diritto alla proprietà privata, ma in una logica che tenga conto dei “limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”

Chi effettua un investimento ingente e chi ne approva le finalità, non può esimersi dal tenere conto che esso ha una ricaduta sul piano sociale (mutare la morfologia di un luogo significa determinarne la qualità delle relazioni), ambientale (e ci riferiamo all’inquinamento e ad una viabilità resa ancora più caotica) ed economica (se si collocano decine di migliaia di metri quadri di commerciale nel bel mezzo di un abitato, ne pagheranno il prezzo le medie strutture di vendita e i negozi di Comunità).

Chi effettua un investimento rilevante, se segue le regole del mercato, deve anche poterlo sostenere nel tempo. Il cumulo di macerie che siamo costretti ad osservare tutti i giorni in via Unità d’Italia sono in primo luogo sotto la responsabilità del proprietario ed il fatto che la Comunità di San Michele e dintorni chieda un minimo di attenzione per sé è un dato del tutto naturale e da mettere nel "conto".

Una buona parte di noi associati opera nei centri di ascolto, nei mondi del volontariato e della solidarietà, nella sanità e nella società civile. Queste esperienze ci fanno toccare con mano i segnali di una crescente tensione sociale, frustrazione, oggettiva povertà materiale e culturale.

Da qui nasce la richiesta, a fronte di interventi urbanistici invasivi come quelli previsti nell'ex Tiberghien, di creare spazi di compensazione pubblici che vengano incontro ai bisogni di aggregazione sociale e culturale del nostro Territorio.

In particolare i giovani, per esprimere la propria creatività nelle varie forme dell'arte, non devono trovarsi nella condizione di questuanti davanti al casting di un talent show, o recarsi disillusi all’estero per vedere riconosciute le proprie abilità. Noi ci rendiamo disponibili, potendo contare nell'Associazione su esperienze professionali adeguate, a cogestire a titolo gratuito degli spazi di memoria⇒futuro dove radici industriali e avvenire collettivo possano convivere grazie ad una intelligente fusione creativa.

In contesti come San Michele e Porto San Pancrazio non ha mai perso di significato il concetto di Comunità, sebbene compressa e impoverita. Si pensi, a questo proposito, alle migliaia di posti di lavoro “pregiati” perduti in questa zona negli ultimi 20 anni.

Occorrono risorse? E’ evidente, ma se il Comune le ha trovate, a suo tempo, per strutture come lo splendido spazio polivalente di Quinto, "Il più bel palazzetto della città", in un contesto assai meno congestionato, allora può produrre uno sforzo anche per chi non ha quasi nulla e rischia seriamente, si pensi al Parco dell’Adige Sud e ai progetti che vi spirano intorno, di vedere compromesso anche quel poco che ha.

Siamo certi che Lei ed il Suo gruppo sapranno dedicare la giusta attenzione a questa nostra proposta e ci rendiamo disponibili sin d’ora per ogni chiarimento e per gli incontri che riterrà utile mettere in agenda.

Per conto nostro seguiremo ogni passaggio amministrativo, mettendo a conoscenza i cittadini e i firmatari delle nostre proposte di tutti i passi avanti che riusciremo a conseguire insieme.

Noi continuiamo a credere che gli organismi rappresentativi siano fondamento della Democrazia e che l’ascolto di un’esigenza che si manifesta in modo collettivo e rispettoso delle regole, non sia solo un’opportunità da cogliere, ma un intrinseco dovere del quale farsi carico.

Contiamo su di Lei

Cordialmente…

  • Scritto da Associazione

Tiberghien: dove canteranno i vivi

Martedì 16 ottobre ore 20.45

Teatro di Castiglione, Verona

Assemblea aperta di Azione Comunitaria

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UN INCONTRO POSITIVO

La nostra Associazione non è solo la vicenda Tiberghien, ma è il tentativo di rompere l’isolamento che spesso attanaglia le nostre vite nei quartieri, riconquistando spazi di relazione, di incontro, di emancipazione culturale ed economica.

A questo proposito Mercoledì 10 Ottobre, a Palazzo Barbieri, abbiamo incontrato l’assessore alla pianificazione urbanistica di Verona, Ilaria Segala, su suo invito, per approfondire le tematiche e le motivazioni che stanno alla base delle nostre osservazioni al Piano degli Interventi, sostenute dalle firme di 1322 cittadini e cittadine.

Il colloquio è stato franco e cordiale, non ci siamo nascosti/e le differenze, né le polemiche pregresse a mezzo stampa, ma, come spesso avviene quando ci si parla di persona, siamo andati al sodo, cercando di sfogliare i temi uno per uno.

Le nostre proposte di Sala della Comunità per l’ex stabilimento e di una Piazza Praticabile, raggiungibile esclusivamente a piedi e in bicicletta e priva di barriere architettoniche, sono state commentate con favore dall’Assessore, che ci agevolerà (al pari degli altri soggetti interessati) nel rapporto con le Istituzioni durante il complesso iter amministrativo.

La nostra proposta di dedicare uno spazio commerciale esclusivo agli autoproduttori agricoli e a chilometro zero è stata ritenuta meno perseguibile, giacché il Comune non ritiene di avere voce in capitolo rispetto alle scelte della proprietà sulla futura destinazione degli spazi dedicati al commercio, se e quando deliberati.

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Occorrerà comunque monitorare ogni passaggio istituzionale e va ricordato che esiste una proprietà che cercherà di estendere al massimo lo spazio edificabile. Va detto però che a Palazzo Barbieri non abbiamo trovato un muro divisorio, ma una porta aperta.

Avere usato questo metodo delle osservazioni e delle firme ci ha portato e ci porterà a confrontarci con l’amministrazione, intesa come maggioranza e opposizione, come mai era avvenuto prima.

IL MUSEO? NO GRAZIE

In questi giorni è cresciuta, alimentata da numerose notizie di stampa, la discussione sulla questione del museo; noi non abbiamo mai nascosto la nostra contrarietà all’idea di dedicare gli unici spazi per la Comunità alla memoria del passato. Il Territorio ha bisogno di altro, di uno spazio che costruisca futuro, di vitalità e di colori. Come ha ben scritto Marco Campedelli, noi dobbiamo onorare la voce dei morti, ma con il canto dei vivi!

Nulla in contrario ad operare una fusione creativa tra ricordi del passato e apertura al futuro. Questo si può ottenere dedicando uno spazio attrezzato alle varie forme di auto-espressione, in particolar modo delle giovani generazioni, mentre alle pareti e negli spazi interstiziali potrebbero trovare posto oggetti, scritti e immagini che mostrino come sia stato quel luogo e cosa abbia significato per la Comunità.

CITTADINANZA ATTIVA

Azione Comunitaria si sta occupando di tante altre cose, in un'ottica di cittadinanza attiva volta a migliorare la qualità della vita nel nostro territorio. Non abbiamo alcuna intenzione di scendere nell'agone partitico, ci basta l'obiettivo di vivere un po’ meglio, insieme.

Desideriamo realizzare le nostre proposte con metodo partecipativo, anche in collaborazione con le altre Associazioni.

Per questo vi chiediamo di esserci martedì prossimo alla Assemblea di Azione Comunitaria per incontrarci, parlare ed essere ascoltati a viso aperto e non da dietro una tastiera, dove non si possono cogliere le espressioni del viso, il linguaggio del corpo, o il calore di un sorriso.

Partecipate, abbiamo bisogno di voi, perché siamo solo all’inizio del viaggio e là davanti c’è ancora tanto mare da attraversare…

In nome della bellezza e della democrazia uniamoci in questo canto...

  • Scritto da Associazione

Tiberghien: un posto da Vivere

UNA INIZIATIVA PER TUTTI E CONTRO NESSUNO

Non siamo scappati, abbiamo solo lavorato in silenzio.

D’altra parte Agosto è il mese dove l’Italia chiude, ma gli occhi devono restare bene aperti.

Da cittadini e cittadine che amerebbero vivere in luoghi più gradevoli, dove ci si saluta per strada con un sorriso e magari ci si sostiene nelle difficoltà, cogliamo l’occasione della riqualificazione dell’Area Tiberghien per avanzare una proposta carica di determinazione e desiderio di generare azioni positive e buone relazioni.

In un’area dove insistono più di 50.000 abitanti è necessario individuare dei luoghi dove le persone possano incontrarsi e tirare fuori il meglio di sé, svagarsi con il bello della vita, che non sono necessariamente solo le vetrine dei centri commerciali, gli smartphone, e le serie di Sky. Conoscere per conoscersi, potrebbe essere uno slogan azzeccato per la nostra iniziativa.

Qualcuno potrà rinfacciarci che con la cultura non si mangia, ma noi abbiamo la risposta pronta: di marginalità e solitudine si soffre e questo, a differenza della prima affermazione, è vero.

Perciò:

1) Chiediamo che gli edifici di pregio industriale che sono stati mantenuti nell’area dell’ex Tiberghien, su lato OVEST verso Verona, siano ristrutturati per consentire manifestazioni, teatri sperimentali, laboratori didattici. Questi spazi Pubblici, gestiti dalla Circoscrizione, che noi denominiamo: “Sala della Comunità”, potranno consentire la presenza di una sala con 70 posti a sedere, un palcoscenico di 35 mq, uno spazio per il fonico e per l’impianto luci, un camerino e tre sale laboratorio (arti visive, letteratura, teatro e musica) con i relativi servizi a supporto.

2) Auspichiamo la presenza sul lato EST, verso Vicenza, negli edifici non abbattuti, di un’area dedicata alla vendita di prodotti DOC, DOP, IGP e di Prossimità (KM 0), con particolare riferimento al territorio veronese ed alla bioregione Adige-Atesina (ricordiamo che il Parco dell’Adige con il suo Giarol Grande, si trova proprio di fronte all’insediamento).

3) Va pianificata anche una grande area verde attrezzata su Via Unità d’Italia, autentica porta d’ingresso alla città, con una piazza centrale alberata che connetta le diverse attività/presenze che animeranno il nuovo centro Tiberghien. Per quanto riguarda i parcheggi sarà utile una riqualificazione dell’area pubblica già esistente su via Tiberghien, invece di sottrarre spazio prezioso al verde e alla piazza centrale.

Per ogni approfondimento e per comprendere le ragioni che ci hanno portato a queste indicazioni, vi rimandiamo agli allegati che potete scaricare in calce a questo articolo.

Intanto parte la raccolta di firme, che giocoforza risulterà breve e intensa (scade il 24/9), sugli appositi moduli predisposti dal Comune per le Osservazioni alla variante 23 scheda n° RA28.

Potete già scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sia per sapere dove firmare, sia per fornire la vostra disponibilità ad aiutarci nella raccolta. Lasciate il numero di telefono o un recapito web, sarete prontamente richiamati da un incaricato/a dell’Associazione.

L’Apertura ufficiale della Campagna sarà GIOVEDI’ 6 Settembre ORE 20.45 a Villa Buri alla quale siete tutti/e invitati/e (via Bernini Buri 99 – Verona).

In breve ci faremo conoscere, spiegheremo le nostre ragioni e si potrà apporre la propria firma sulle Osservazioni da presentare al Comune. 


Il lavoro che stiamo svolgendo è gratuito, a favore di tutti e contro nessuno ed ha un obiettivo pratico e preciso. Ogni sostegno disinteresssato, in particolare quello di associazioni e comitati, è assai gradito ed auspicato.

Infine, una domanda rivolta a noi stessi: "Perché lo fate"? E’ naturale chiedercelo, ma la risposta lo è altrettanto: perché abbiamo capito che la libertà, e qualche sprazzo di felicità collettiva, si incontrano solo nella partecipazione, una cosa che non si può comprare, ma solo praticare... 

     
   perchè           come

 illustrazioni: Ing. Filippo Forlati, Ing. Francesco Campagnari

  • Scritto da Associazione

Tiberghien: Comune fai presto...

LA DELIBERA NON E' STATA ANCORA PUBBLICATA

L’iter si allunga: a venti giorni dall’approvazione della delibera relativa alla Variante 23 del Piano degli Interventi del Comune di Verona che tra gli altri argomenti riguarda proprio il Tiberghien, non vi è traccia della sua pubblicazione sul Sito del Comune. Questo non ci consente di leggerla (con tutti gli annessi e connessi) e formulare le nostre Osservazioni. Ne consegue che siamo costretti/e a rimodulare i tempi e a rimandare l’incontro previsto per giovedì 19 luglio a Villa Buri. Dal momento che siamo persone concrete, se non si può discutere dei fatti, allora meglio evitare di parlarsi addosso.

Grazie: Vi ringraziamo per le tante adesioni, osservazioni e anche legittime critiche ricevute, sono tutte risorse che metteremo a profitto. L’unico rilievo che non possiamo condividere è quello, tra il condiscendente e il paternalista, del: “non si può”, “non si deve”, “non è affar vostro”. Certo che è affare anche nostro, siamo un comitato dei quartieri, di coloro che non accettano di sentirsi cittadini di serie B lasciati al loro destino: di persone, di famiglie, di piccola impresa. L’idea di una Verona suddivisa tra “dentro le mura” e “fuori le mura” non sta nel nostro DNA.

La pazienza del Ragno: Sappiamo bene che non basta una “vampa d’agosto” per invertire la tendenza, ma occorreranno mesi, probabilmente anni, per ottenere almeno una parte dei risultati che ci prefiggiamo, primo tra tutti una Piastra polifunzionale in una zona, come l'estremo Est del Comune di Verona, che non concede alcuno spazio Pubblico alla Cultura, sia essa popolare o più impegnata e pochissimo agli sport come la pallavolo e il basket, praticati da migliaia di atleti/atlete.

Nel frattempo proseguiamo con le nostre attività di approfondimento sia in campo economico (con un progetto di piattaforma negoziale di prossimità) che in quello ambientale, con una particolare attenzione al recupero dell'empatia tra la nostra umanità e il mondo vegetale che ci circonda, sempre minacciato dalle speculazioni e dall'incuria.

Non ci siamo rassegnati/e al "d'altra parte è così" e siamo certi/e che anche Voi la pensiate allo stesso modo.

A presto per ulteriori aggiornamenti.

AZIONE COMUNITARIA

 

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Si salpa, finalmente...

Di fronte alle difficoltà di costruire qualcosa che non ha ancora eguali, ci si potrebbe scoraggiare.

Il punto è che, come insegnano tutti gli esploratori, quando si affronta una spedizione difficile l’attrezzatura è fondamentale, si controlla e si ricontrolla e se qualcosa manca occorre andarla subito a cercare.

Non ci si deve stupire se questa nostra esperienza ci ha messo tempo a salpare. Dato per scontato il blocco navale-politico che sorveglia ogni porto, piccolo o grande, della nostra provincia di Verona così conservatrice, così immutabile anche nella sua area cosiddetta progressista, occorre soppesare la volontà dei membri dell’equipaggio: decidere le rotte, dispiegare le vele.

Siamo agli sgoccioli. Qualcuno scende e se ne va senza salutare, qualcuno sale un po’ brillo, comunque il vento si alza e non si può perdere altro tempo; chi c’è c’è.

Poi, mettendo i piedi per terra...

A molti interessa sapere se faremo una lista elettorale, la risposta è no, o se parteciperemo ad esperienze amministrative in modo trasversale e convergente verso i principi che abbiamo enunciato nel nostro manifesto, in questo caso la risposta è sì. Ci saranno coalizioni o contenitori che si ispireranno alle nostre intuizioni politiche fin dalle amministrative del 2019, ma questo riguarderà le nostre persone, non la nostra associazione che resterà quella che è: una fonte di ispirazione, per tutti/e.

Quando un’idea è forte travalica ogni difficoltà, financo il tradimento.

Bando alle ciance, fuori sta albeggiando: cazza la randa, strozza la scotta, segui la rotta. Si parte!...

Chi siamo

Giovedì 21 settembre 2017 unidici coraggiosi e coraggiose, appartenenti a culture e visioni politiche diverse, hanno dato vita a Verona all’Associazione Azione Comunitaria, sottoscrivendone l'atto costitutivo e lo statuto.

Le radici di Azione comunitaria traggono linfa dal manifesto sottoscritto nell’aprile dello stesso anno e l'idea portante che anima questa esperienza è che nella nostra società, a livello globale come a livello locale, occorra interagire nei grandi processi "di scala" per migliorare le cose; bene curarsi del singolo caso umano, ma è strategico interferire con le scelte delle classi dirigenti, specialmente quando generano migliaia di casi umani.

"Se la macchina produce uno scarto ogni tanto, riparo lo scarto, se ne produce tanti, riparo la macchina!"...

In seno all’Associazione siamo politicamente attivi ma elettoralmente sterili, tentiamo di generare una Comunità sociale ricomponendo i frammenti di relazioni, spazi, capitali narrativi che la società liquida tende a disgregare.

Lavoreremo insieme, non per presentarci alle elezioni, ma per creare le condizioni affinché alle elezioni si presenti qualcosa di presentabile... C'è bisogno infatti di una zona neutra, dove ciascuno/a cerchi di non mettere in dubbio o offendere valori fondanti per l'altro/a, ma sia a disposizione per "fare ciò che si deve, accada quello che può".

I fondatori e le fondatrici hanno scelto due guide, Marisa Sitta e Mauro Tedeschi, nel ruolo di co-presidenti, un uomo e una donna nello spirito della democrazia paritaria e partecipata che rappresenta per noi un approdo irrinunciabile.

Nel ruolo di custodi, o segretari* e tesorier*, congiuntamente, abbiamo scelto Nicoletta Zamberlan e Alessandro Donadi.

Giuseppe Campagnari, Gianni Giuliari e Piergiorgio Gomiero sono i nostri veglianti, o come si scrive negli Statuti, i probiviri.

Agostino Bianconi, Tito Brunelli, Marco Danielon sono i nostri ambasciatori presso mondi diversi: politici, associativi, altri ed eventuali...

Avviamo, così, un periodo di sperimentazione e poi, dopo un anno, come previsto dallo Statuto, si terrà un’assemblea straordinaria degli iscritti che volgerà finalmente la gestione ad ordinaria (tre anni), con ridefinizione delle funzioni, tenendo conto dell’auspicato raggiungimento dell’equilibrio (anche nei numeri) di genere tra gli/le associati/e.

Ci farebbe piacere che anche tu aderissi all’Associazione e contribuissi al perseguimento dello scopo per il quale Essa è stata fondata.

Sperando di vederci presto….

    LA COMUNITA' DI A.C.

 

p.s. puoi contattarci attraverso l'apposito FORMmail

Accettando il rischio dell'Improbabile...

Quando si tiene per troppo tempo il popolo fuori dal gioco, finisce che il popolo comincia a giocare per conto suo...

Ci abbiamo messo un po’, ma occorreva conoscersi, nulla era predeterminato.

Azione Comunitaria mette in connessione storie, provenienze, sensibilità diverse, e a tal fine ci siamo presi il tempo di coglierle, di valorizzarle, perché tutte le storie sono importanti.

L’evidenza di trovarci sedut*(1) nella stessa stanza a condividere un progetto di città senza un immediato interesse elettorale, economico o di visibilità, rappresenta di per se un fatto politico, che va osservato con attenzione.

Il nostro scopo è quello di affrontare la sfida presente e futura della cittadinanza attiva interpretando la realtà così com’è e non come ce la raccontano, utilizzando un approccio comunitario alle relazioni, all’economia, alla partecipazione nelle scelte territoriali, alla cultura popolare.

Dopo due intere sessioni di approfondimento, i/le fondat%(2), intervenendo un* per un*, parlando e venendo ascoltat*, hanno scelto due guide, o co-presidenti, un uomo e una donna nello spirito della democrazia paritaria e partecipata che rappresenta per noi un approdo irrinunciabile.

Marisa Sitta e Mauro Tedeschi.

Invitiamo tutt* ad interrogarsi con noi su questo argomento, ovvero sulla cogestione di genere nei ruoli guida; si tratta ancora, purtroppo, di una pratica piuttosto rara… Per noi il patriarcato, la logica del maschio alpha, anche se declinata con le migliori intenzioni, è un archetipo da lasciarsi alle spalle.

L’organizzazione di una Associazione è assai importante, ne costituisce il nerbo. Nel ruolo di custodi, o segretari* e tesorier*, congiuntamente, abbiamo scelto Nicoletta Zamberlan e Alessandro Donadi.

La nostra portavoce (visto che parliamo con una voce sola) è Cecilia Murari.

Giuseppe Campagnari, Gianni Giuliari e Piergiorgio Gomiero sono i nostri veglianti, o come si scrive negli Statuti, i probiviri.

Agostino Bianconi, Tito Brunelli, Marco Danielon sono i nostri ambasciatori presso mondi diversi: politici, associativi, altri ed eventuali...

Da oggi è possibile iscriversi, seguiranno a breve modalità e quote. Se siete interessat* o desiderate dei chiarimenti inviateci un messaggio attraverso il nostro form dei contatti. Un Vostro segnale, anche di semplice interesse, sarebbe per noi molto importante.

Avviamo un periodo di sperimentazione poi, dopo un anno, come previsto dallo Statuto, si terrà un’assemblea straordinaria degli iscritti che volgerà finalmente la gestione ad ordinaria (tre anni), con ridefinizione delle funzioni, tenendo conto dell’auspicato raggiungimento dell’equilibrio (anche nei numeri) di genere tra gli/le associat*.

Accettando il rischio dell’improbabile, oggi finalmente siamo partit*… :-)

(1) L'asterisco a fine parola intende che l'ultima lettera si può declinare sia al maschile che al femminile, es: a/o

(2) La percentuale a fine parola vale per entrambe le desinenze di genere, in questo caso composte da più lettere, es: tori/trici

E' nata la nostra Associazione

Giovedì 21 settembre è nata a Verona l'Associazione Azione Comunitaria.

FARE O NON FARE NON C'E' PROVARE

Dopo una partecipata assemblea, 11 Coraggios% esplorat%, appartenenti a culture e visioni politiche diverse, hanno intrapreso un nuovo cammino sottoscrivendo l'atto costitutivo. Poch%, Tant%? Il giusto per iniziare...

L'idea portante che anima questa esperienza è che nella nostra società, a livello globale come a livello locale, occorre interferire nei grandi processi "di scala" per migliorare le cose. Bene curarsi del singolo caso umano, ma è strategico interferire con le scelte delle classi dirigenti, specialmente quando generano migliaia di casi umani. 

"Se la macchina produce uno scarto ogni tanto, riparo lo scarto, se ne produce tanti, riparo la macchina!"...

Mettersi per traverso, chiedere il rispetto dei propri diritti, personali e collettivi, può generare conflitto e di questo siamo consc%, ma se, da credenti e non credenti, continuiamo ad evocare giustizia, non basta occuparsi dei propri stili di vita e dispensare buone azioni mentre nei gorghi del fiume che ci scorre davanti accade quello che accade. 

Siamo politicamente attivi, ma elettoralmente sterili, tentiamo di generare una Comunità sociale ricomponendo i frammenti di relazioni che la società liquida tende a disgregare.

Costituiamo un organismo intermedio che, dati alcuni temi sensibili, opera in tutte le direzioni politiche e istituzionali affinchè si possa mitigare, riparare, impedire un danno, rilanciando con un'azione positiva. Per farlo utilizziamo strumenti innovativi e metodi rivoluzionari.

° Intanto accadrà che l'Associazione avrà una direzione paritaria, cioè per ogni funzione esecutiva opereranno di concerto un uomo e una donna.

° Intanto sperimenteremo una sede virtuale, questa, aperta 24 ore su 24, dove ciascun% potrà regalare il proprio contributo umano e professionale ad ogni progetto, in modo asincrono, secondo le proprie possibilità.

° Intanto le decisioni si assumeranno di persona, guardandosi in viso e in campo aperto, seguendo il metodo del "caucus". Nessun "leone da tastiera", nascosto dietro a un video a cliccare un "mi piace", ma argomentazioni e maieutica per trovare insieme e secondo regole condivise, la soluzione migliore.

 

Ci concentreremo fin da subito su esperimenti di economia circolare e mutuo aiuto, sulla diffusione di cultura a livello popolare, su una nuova logopedia delle relazioni, mutuate in simulacri nell'epoca della Rete, sui temi della logistica e della giustizia che della tanto decantata sicurezza è reverenda madre.

Una volta che nel primo incontro si individueranno le cariche associative tra i fondatori, secondo il codice civile, le guide e i/le custodi paritari, secondo la nostra filosofia, si apriranno le iscrizioni. Una oculata campagna di avvicinamento e fundraising porterà l'Associazione a divenire pienamente operativa.

E allora??...

Che la forza sia con noi... 

Un mondo migliore è possibile?

Giovedì 21 Settembre 2017, all'Hotel SHG, Via Unità d'Italia 346 a Verona, ore 20.45 si Costituisce "Azione Comunitaria".

Perché incontrarsi in un anonimo Hotel di periferia per affrontare il tema della Comunità, intesa come un Villaggio Urbano dove le persone si aiutano reciprocamente, si interessano del proprio territorio, influiscono sulle scelte, non sempre filantropiche, degli attori più “potenti” in grado di interferire sulle vite di tutti noi?

Perché è un buon investimento, un’apertura di credito verso il nostro prossimo, visto che ovunque ci voltiamo per ottenere un servizio, a volte dovuto o già pagato, otteniamo, salvo rare eccezioni, risposte laconiche, espressioni irritate, una voce anonima di un call center che ci trasmette solo ciò per cui è stata addestrata pregandoci di fornire, a prescindere dal risultato conseguito, un voto alto alla richiesta di riscontro da parte del servizio “perché altrimenti mi cacciano via”…

Di fronte all’evidente scadere della nostra qualità della vita in molti settori strategici, dall’economia alla scuola, alla previdenza, all’inasprirsi dei rapporti interpersonali, all’incertezza sul futuro, occorre serrare le fila, razionalizzare i mezzi a disposizione, chiedere maggiore oculatezza nell'impiego del denaro alle Istituzioni di pubblico interesse.

E’ una questione di buon senso...

“Ma noi questo lo abbiamo già delegato alla politica” risponderete in molt*. Il fatto di avere scelto a suo tempo degli amministratori non ci sottrae al diritto/dovere di cittadinanza. Se affidate una tenuta ad un fattore e avete l’impressione che i raccolti non siano all’altezza, per imperizia o malafede, o egli distribuisca in modo iniquo tra i soci i proventi dell’attività, non vi attivereste forse per tutelare i vostri interessi?

Ad esempio: se una municipalizzata diventa sponsor di una squadra di calcio, o foraggia una fiera di paese, non è lecito chiedersi perché queste risorse non vengano utilizzate a favore degli indigenti o per incentivare pratiche sperimentali di risparmio energetico? E poi perché sostenere quella squadra sì e quell’altra no?

C’è una parte delle risorse che appartengono a noi e al recinto della nostra privacy e c’è una parte di cui siamo “comproprietari e corresponsabili”. Di queste ultime, noi semplici cittadini, abbiamo rinunciato ad occuparci perché è faticoso e siamo stati nel contempo incoraggiati a ritirarci nel nostro privato. Così, soli, siamo molto più controllabili, al limite possiamo ottenere un bel profilo su Facebook dove regaliamo informazioni sui fatti nostri che nemmeno la STASI (la polizia segreta della disciolta DDR) si sarebbe sognata di poter analizzare in così prodiga misura.

 

Eppure noi ci incontriamo in uno stupido Hotel…

Come è avvenuto nei secoli passati, quando di fronte a una situazione di crisi sistemica persone illuminate e ragionevoli, minimamente generose, hanno immaginato e rese pratiche soluzioni concrete, come le associazioni di mutuo soccorso, le banche popolari, le casse di risparmio, le camere del lavoro, le leghe contadine e l’elenco è corposo, in grado di cambiare il corso della storia, la stessa cosa possiamo fare anche Noi.

Loro potevano contare su minori risorse e mezzi tecnologici, ma forse su maggiore fede nel futuro e coraggio di fronte grandi cambiamenti e ai conflitti che inevitabilmente ne sarebbero scaturiti.

Verona così com’è oggi non va bene, non si evolve verso uno sviluppo armonico, culturalmente elevato, né verso un’economia rivolta all’equità e anche se qualcuno si sente tutelato adesso, grazie alla propria pensione, magari anticipata a spese di tutti, o al posto inchiodato al muro dei diritti acquisiti, chi lo assicurerà per il domani?

Azione Comunitaria è una stazione di partenza, ma la direzione indicata è la più ragionevole, anche se il "padrone del vapore" si dovesse risentire.

Non è la prima volta, nè sarà l'ultima.

Se vuoi partecipare al nostro incontro di Giovedì 21 Settembre ore 20.45 presso SHG Hotel Via Unità d'Italia, 346, a Verona, presentati e inviaci la tua mail attraverso il modulo contatti della nostra sede virtuale, riceverai tutto il materiale preparatorio...