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Terra Casa e Lavoro

Si fa presto a dire Comunità, è una parola usata ed abusata, ma se vi è un’entità in crisi, specialmente nelle città medio-grandi, è proprio la rete di relazioni forti, di mutuo aiuto, di ascolto, di credito e reciproco riconoscimento che evoca questo nome.

Siamo circondati da una narrazione che ci isola nell’illusione dell’autosufficienza grazie all’acquisto di ciò che ci può servire per il “benavere”; ma per il benessere, che comporta l’accettazione della propria dimensione “metafisica” o spirituale, a prescindere dagli aspetti religiosi, e tiene conto delle proprie fragilità è in corso una sorta di eclissi sociale.

Ma che cos’è questa benedetta Comunità? E’ relazioni e territorio insieme, ora et labora, è il luogo dove le persone ti riconoscono per strada, ti sorridono e ti dicono “bentornato/a”. Noi siamo tutt'uno/a con la nostra fisicità, le nostre storie e l'ambiente che ci circonda e ci sostiene. Il punto è che, con il liberismo economico, la globalizzazione e la rivoluzione digitale abbiamo perso i punti cardinali, siamo ovunque e da nessuna parte nello stesso tempo, o forse, semplicemente, non ci siamo.

Eppure per noi è fondamentale parlare ed essere ascoltati/e, riconoscere ed essere riconosciuti/e, dare credito e riceverlo su un piano di parità e partecipazione.

Al concetto di Comunità, nel pensiero verde, si affianca quello di bioregione, ovvero del territorio fisico e sistema valoriale che sono in grado di sostenerla.

Desideriamo elencarne alcuni elementi fondamentali:

1) Prossimità: Godere di un intorno riconoscibile rispetto al posto dove si abita, dove gli approdi naturali, sociali, culturali siano a portata di piede o bicicletta e dove ciascuno/a si senta a casa propria.
2) Risorse Ambientali: Godere di un insieme di luoghi e di risorse (acqua, aria, terra, flora e fauna) condivise e gestite secondo modalità partecipative. In questi posti tutti si riconoscono come cittadini co-responsabili della sopravvivenza di ciò che di vitale li circonda.
3) Energia: In un’ottica di energia distribuita una Comunità Sociale può possedere le proprie fonti di energia rinnovabile. E se qualcuno pensa si tratti di utopie possiamo ricordare le prime centrali idroelettriche della montagna italiana di cui i soci fondatori furono i cittadini medesimi (oggi potrebbe trattarsi di un campo solare o eolico).
4) Lavoro: Le occupazioni sono sempre più distanti, discontinue, pesanti. E’ urgente scovare modalità che, pur nella presa d’atto della frammentazione delle attività dettate dalla globalizzazione, consentano alle persone di tornare a lavorare vicino a casa propria: e ci riferiamo al co-housing, allo smart-working, alle fabbriche integrali (che possiedono cioè la completezza del ciclo produttivo, dal bottone alla camicia).
5) Comunicazione: la Comunità sociale deve gestire proprie fonti di comunicazione indipendenti. Con l’avvento della rete questa possibilità si è resa esponenziale, tutto sta a saperla usare: la Rete ora come ora divide, ma la Rete, se lo si desideriamo, unisce! 
6) Luoghi di aggregazione: prima di tutto la piazza pedonalizzata, focus che sancisce la soggettività del quartiere, poi le Sale Multifunzionali, i Pub, i Cinema… e poi  nessun luogo pubblico deve venire "privatizzato" da una singola associazione, consentendone l'accesso e la partecipazione solo ai "loro".
7) Giacimenti narrativi: Tutte le storie sono importanti, quelle che provengono dal passato e quelle che guardano al futuro. Esse costituiscono un “immaginario collettivo” nel quale l’intera Comunità si riconosce.
8) Luoghi dedicati alla riflessione: Al culto per chi ci crede e al silenzio: non parliamo solo di chiese, moschee o altro, ma di aree dove si possa fermarsi ad ascoltare, senza sghignazzi e schiamazzi. Potremmo definirle zone “di rispetto”.
9) Mercato Comune: si deve mantenere una rete di negozi di comunità, affratellati tra loro da un patrimonio che nessuna vendita per corrispondenza potrà intaccare, quella dell’umanità e delle buone relazioni. Per affrontare una sfida che pare persa in partenza con la grande distribuzione e la vendita online occorre immaginare una sorta di mercato comune, o supermercato diffuso, supportati da una moneta complementare che consenta sconti importanti e crediti esigibili.
10) Governance condivisa: E' necessario mettere in atto prassi democratiche che consentano di decidere il futuro in comune. Tutto ciò realizzato nella partecipazione e nell’ascolto da parte dei cittadini e grazie alla competenza di coloro che si assumono l’onere della rappresentanza. 


Per quanto riguarda i diritti/doveri iirrinunciabili:

01) Accesso alla Salute: Con l’avvento dei superticket e dato l’alto costo dei medicinali una parte della popolazione non accede più né alle cure, né alla prevenzione.
02) Accesso all’ìstruzione: Non facciamo riferimento solo alle scuole, ma in generale ad un’alfabetizzazione “popolare” che travalichi la lettura di un semplice contratto, la visione di una serie televisiva o di una partita di pallone.
03) Accesso alla Casa: Tutti devono avere un tetto dignitoso sopra la testa.


Semplificando: Senza Terra, Casa e Lavoro, nessuna Comunità sopravvive, nessuna vita si può dire praticabile.

Infine evidenziamo un fattore chiave:

Occorre che tutto questo intreccio sia sostenuto dal credito, inteso nelle sue varie accezioni, sia dal punto di vista relazionale, sia da quello economico. Se nessuno concede più un po' di tempo o di fiducia a nessun altro/a, se la transazione deve essere sempre immediata o ricattatoria, non può crescere nulla di buono in quel posto. 

Perchè dare credito, oltre che riceverne, è un atto d'amore.

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